Benvenuti alla tavola
della mia vita

– Mariaelena e…

Quel monello del suo
migliore amico

Quanto è strano raccontare di sé.
O meglio come si fa in maniera imparziale a descrivere se stessi?

I dati oggettivi, dicono:
Mariaelena Maisto
27 anni, Napoli
festeggio la vita il 29 agosto
breakfast planner per passione
insegnante di Lettere, Storia e Filosofia per professione.

Mmmh! Risulta essere una presentazione un po’ ridondante, non trovate? Troppo da carta d’identità e pressoché insufficiente per farmi conoscere un po’ di più, allora ci riprovo da capo e faccio entrare in scena il cuore, quel monello del mio migliore amico.
Sono Mariaelena, (per gli amici Mari, con la A, per favore, che suona più dolce), esageratamente romantica, con la testa, spesso, o forse il più delle volte, tra le nuvole e gli occhi sognanti.
7 giorni su 7 sono di buonumore, l’8° mangio una pizza per festeggiare.

A colazione con Mariaelena

“Come nasce tutto questo?” è la domanda che mi viene posta con più frequenza…

Ricordo con chiarezza che da bambina, per saltellare di gioia, mi bastava una sola cosa: le crêpes di Anto! Quanto mi facevano gola, le adoravo! Era la mia ricompensa preferita dopo un pomeriggio di compiti. Dante, ahimè, mi avrebbe collocata nel 3^ cerchio, dove risiedono le anime dei golosi! E infatti, ‘Dolce o salato?’ È il mio sorriso sporco di cioccolato a rispondere. 

Ho cominciato a preparare le colazioni, di volta in volta, con più cura e attenzione, imbandendo la tavola della cucina di casa per i miei amici e parenti. Da autodidatta e in maniera semplice, secondo il mio gusto e assecondando questa perenne voglia di rendere la vita dolce, sperimentando, ma principalmente, sbagliando; questo è il trucco per le creazioni più originali, perché le cose belle richiedono la fatica. I miei dolci migliori sono stati i miei pianti peggiori. 

Poi è nato il nome “A colazione con Mariaelena” col mio primo bigliettino da visita che era proprio buffo a pensarci, avevo circa vent’anni… E ora ho tra le mani il mio sito web, tutto mio, da me e per me, mi viene da piangere. Vorrei abbracciare quella ragazza, delle volte un po’ troppo insicura, le vorrei semplicemente sussurrare “sei brava, stai facendo bene, non aver paura di ascoltare il tuo cuore e continua a coltivare le tue passioni, che un giorno diventeranno il tuo lavoro”

E nel mentre, che i miei dolci cuocevano in forno, ho continuato gli studi che sono stati fin da piccola la costante della mia vita; studiare e conoscere mi ha reso immancabilmente libera e felice. Ho conseguito una laurea triennale in Scienze dell’Educazione, e due magistrali, l’una in Scienze Pedagogiche, l’altra in Linguistica Moderna per diventare prof.ssa alle scuole secondarie di I e II grado. Ad oggi ammetto che mi sarebbe piaciuto studiare anche Scienze Gastronomiche, e chissà non lo escludo per il futuro!

A marzo 2022 ho scelto di frequentare il Corso Tecniche di Pasticceria di ‘’Alma’’, una prestigiosa scuola di cucina in Italia e che è stata un’esperienza assolutamente arricchente e formativa, mi sento di consigliarla a chi non ha ancora maturato un’adeguata esperienza sul campo nell’ambito della pasticceria. Nello stesso anno, a settembre, mi sono trasferita a Parigi dove ho lavorato come commis pâtissier presso un ristorante italiano, e qui ho conosciuto in toto la vita di laboratorio: 9h di lavoro e 30 min di pausa (quando rientravi nei tempi!).

Tante esperienze e ognuna profondamente importante e necessaria. 

Il mio modo di fare dolci ha assunto in questo tempo la sua forma: genuino e creativo, senza spazi temporali prefissati, perché un dolce ha bisogno di tempo, attenzione, pazienza, e soprattutto fa bene a chi lo realizza e a chi lo riceve. Ha il beneficio di liberare l’espressione creativa delle persone e consente di comunicare i propri sentimenti, senza usare le parole! 

Direi il mio modo preferito, e forse essenziale, per dire “ti voglio bene”, senza aggiungere oggetti alle nostre vite, che ne sono sature.

Preferisco guardare al mondo con sguardo buono e dolce che mi è stato senza dubbio conferito da mia madre, la Anto personaggia che in parecchi conoscono su Instagram, a lei devo tante sfumature del mio carattere che ad oggi mi contraddistinguono. Anto, così la chiamo per simpatizzare, è la mia fortezza, la mia salvezza per la vita.

Do valore a tutto ciò che mi succede, e per questo mi piace circondarmi di persone che lo facciano altrettanto. Devo dirlo, poche cose non sopporto, forse più di tutte la superficialità, quando incontro qualcuno che ha la profondità di una pozzanghera, e le persone che non conoscono altruismo mi fanno davvero male. Poi odio i cornetti surgelati, la cioccolata troppo dolce, almeno 80% fondente per favore e il cappuccino freddo non lo tollero.

Un’altra cosa buffa di me? Quando sono triste me ne accorgo immediatamente perché non faccio colazione. E voi direte “che sarà mai?”, ho saltato la colazione solo tre volte nella mia vita, quindi fate un po’ voi!

PARIGI

Se penso al mio momento felice preferito mi immagino sempre alla stessa maniera: seduta ad un tavolino a fare colazione. Se a Parigi poi…

A proposito di questa città, il posto della mia pace, vi racconto di più.
Mia cara Parigi, sei stata il mio riparo e sei stata tanto.
Mi hai dato serenità quando non ne avevo nemmeno per un minuto, sei stata paura, crescita, responsabilità. Sei stata qualcosa che a parole faccio fatica a spiegare. Con te ho imparato a cucinare, a dosare il detersivo in lavatrice che faceva troppa schiuma, a dormire sola ogni notte, a non dover contare su nessuno e ad avere solo Mariaelena da abbracciare. Ho imparato a fare a meno del superfluo, a metaforizzare i sette piani delle scalette infernali fino al mio appartamento, a chiudere la porta a chiave, a fare la spesa ed avere la scheda punti. Ho imparato cose impercettibili ma che porterò con me in ogni giorno.

Ti prometto che tornerò da te ogni volta che avrò bisogno di me.

Veniamo al caffè, rigorosamente amaro per me, dei miei difetti
Sono pignola col cibo, qualcuno direbbe fastidiosa, ma in questo non voglio essere altrimenti! Mi piacciono le cose precise e sono una persona esigente.
Spesso sono lo zimbello del tavolo perché ordino la pizza accompagnata da insalata per esempio; sono organizzata, forse troppo, e durante i viaggi non posso partire senza i miei itinerari scanditi ad hoc (quanto mi piace farne!); sono un’indecisa cronica, se ci sono due dolci l’uno al pistacchio e l’altro al cioccolato bianco io voglio provarli entrambi e fidatevi che ci riesco. Non mi è mai piaciuto scegliere.
Mi annoio facilmente e
l’apparenza non mi inganna.
C’est la vie.

Benvenuti alla tavola della mia vita.
Come portate principali posso proporvi:
empatia, reciprocità, creatività, amore, cura, dolcezza e simpatia.
Mi piacerebbe esserci nei vostri momenti speciali, a collezionare ricordi e a renderli preziosi.
Perché la sola cosa che si possiede è l’amore che si dà e credo, profondamente, ai gesti, attraverso i quali riusciamo a parlare ancora prima delle parole per trasmettere ogni nostra emozione.

Mariaelena

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